giovedì 12 aprile 2012

DAL SITO UFFICIALE ARTICOLO SUL KINGS ON ICE.

Dal sito ufficiale italiano di Plushenko l'articolo sull Kings on Ice 2012 di Bucarest:

Link ENGLISH VERSION on official site: http://www.evgeniplushenko.it/index.php?option=com_content&task=view&id=192&Itemid=49
Link all'articolo sul sito ufficiale: http://www.evgeniplushenko.it/index.php?option=com_content&task=view&id=192&Itemid=49

Siamo andate fino a Bucarest non per uno spettacolo di pattinaggio qualunque, ma per Il Kings on Ice, a mio parere uno degli spettacoli di pattinaggio più belli che io abbia mai visto. Avevo ancora nella mente il ricordo di quello visto nel 2006 a Torino dove avevamo ammirato Plushenko nei programmi olimpici La Tosca e Il Padrino assieme a Marton accompagnato dalle ragazze dalla Montecarlo Orchestra e, anche questa volta, lo show è stato di gran livello per la scelta dei pattinatori, per le loro coreografie, per quelle di apertura e di chiusura, per il mix di pattinaggio, acrobazie e musica di alto livello e per la sapiente direzione artistica. Insomma, a fronte di una location un po’ fatiscente, il Kings on Ice si conferma uno spettacolo realizzato da persone che “sanno quello che fanno” a partire da Ari Zakarian (agente/manager storico di Plushenko).
Ma procediamo con ordine.
Il sabato in tarda mattinata durante gli allenamenti abbiamo assistito ai primi tripli axel che Plushenko eseguiva dopo l’operazione al ginocchio ai quali ne sarebbero seguiti altri cinque durante gli shows. Ancora una volta ci chiediamo come faccia, dopo un mese di lontantanza dal ghiaccio ad essere così ad alti livelli. Ma per noi nessuna sorpresa, solo una grande ammirazione. Ci saluta. Gli raccomandiamo di riguardarsi e di non esagerare. Lui sorride. Alle 3 del pomeriggio si da il via al primo show. Purtroppo l’oscuramento dell’ambiente non è perfetto e le luci ne risentono. Un opening di sicuro effetto. A guidare tutti c’è una Fumie Suguri in versione rock. Ma, giusto per scaldare l’arena, è nientemeno che Plushenko in Storm ad aprire le danze e, quando arriva la sequenza di passi, il pubblico è già in delirio. Ottima partenza dello show. A seguire Laura Lepisto con una musica trascinante. Terzi, Berton/Hotarek forse indovinano un brano che piace molto al pubblico rumeno al quale bastano poche note per farsi trascinare. Non parliamo di quando scende in pista Joubert. Alla prima esibizione di Lambiel un brivido ci accompagna perchè riconosciamo la musica di Tributo a Nijinski e inevitabile è il paragone con la storica interpretazione di Plushenko e con la sua sequenza di passi. Accompagnati dallo Stradivari di Marton invece ci gustiamo l’immancabile Surya Bonaly, una flessuosissima Ekaterina Bobrova col suo partner Soloviev e la coppia acrobatica Zaldua/Sukhanov che nella seconda parte dello show si guadagnano una standing ovation sulla musica di Angeli e Demoni. Ma il pubblico rumeno non finisce di stupirci perchè per la prima volta assistiamo a 4 standing ovations in uno show. Se la guadagnano anche Joubert, Lambiel e Plushenko. Ma, riportiamo con orgoglio, solo per Plushenko assistiamo ad una inattesa standing ovation anche prima della performance. Il pubblico lo aspettava con ansia dopo l’iniziale esecuzione di Storm e lui ci mette l’anima. Piovono fiori e pupazzi e, dato che al pomeriggio le flowers non erano previste, è Plushenko stesso, come gli altri pattinatori, a raccogliere gli omaggi del pubblico e a ringraziare con un bacio chi glieli porge. Un pubblico unico che ha reso questo show un’autentica festa dello spettacolo e dello sport, un evento gioioso da condividere con chi ti stava seduto accanto. Ma non finisce tutto col classico giro di salute, perchè i pattinatori ancora rientrano in pista per eseguire qualche passo e, quando alla fine veramente si congedano, tutti rimaniamo soddisfatti. Un po’ di ping pong tra uno show e l’altro e Plushenko è di nuovo pronto a essere il protagonista dello show della sera. Anche quì Marton, altro grande protagonista, si esibisce solo sul ghiaccio e va poi ad abbracciare il suo bimbo nella prima fila a ridosso della pista. A caricare di emozione l’atmosfera ci pensano gli acrobati Ekaterina & Alexander Chesna. Poi un’incredibile Lambiel in versione classica ci fa pensare all’arte che possiamo cogliere nel pattinaggio ma, a seguire, Plushenko col suo Tango Roxanne ancora una volta ci fa capire la vera ragione per cui siamo a Bucarest e ci appare in tutta la sua chiarezza l’abisso esistente tra lui e “il resto del mondo”. La scelta della musica, i movimenti appassionati, la sua interazione col pubblico, il livello tecnico rendono la sua interpretazione intensa e “viscerale” come quella di nessun altro per quanto bravo e, alla fine, per chi ha la forza di non commuoversi e di non rimanere in trance, non c’è altra alternativa che alzarsi in piedi assieme a tutto il palazzo del ghiaccio e applaudire. Perchè quando uno sport ti tocca le corde più profonde dell’anima è perchè non è solo sport. Per noi è Plushenko!! Quel Plushenko consapevole di quanto il pubblico lo ama tanto da ringraziarlo tutte le volte che esce dalla pista, tanto da dare tutto se stesso ogni volta.
Cosa farebbe lui senza il pubblico e cosa farebbe il pubblico senza di lui? E’ ancora presto per pensarci….
Consuelo Valoppi

Nel post precedente elenco dei links ai video del Kings on Ice.

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